RADICI E SAPORI

Anche la Gastronomia, inserita nella manifestazione de il Palio, vuole essere un'occasione per riscoprire le nostre radici e tradizioni culinarie attraverso i sapori della nostra terra. Viene fatto così un viaggio a ritroso alla riscoperta (e rivalutazione) delle ricette del nostro passato contadino basato su sapori semplici e sani. Si ritrova così una cucina povera ma saggia, tutta fatta di sapori legati alle coltivazioni e alla tradizione della montagna. Genuinità, sapiente utilizzo di ciò che la natura e il lavoro dell'uomo producono, sapori pieni che scaturiscono dalla combinazione di ingredienti semplici che orto, natura ed allevamento familiare possono mettere a disposizione, abbinandoli ad aromi e a un tipo di cottura che ne esalti le qualità gustative ed organolettiche. Il sapere contadino ci tramanda una cultura culinaria basata su una cucina autentica, sincera, che non segue mode e finzioni, che ricerca nella pietanza l'esaltazione del sapore degli ingredienti, che rispettano e valorizzano il succedersi delle stagioni determinandone un calendario gastronomico. I piatti della tradizione richiamano, talvolta, pietanze iper-caloriche, in cui si fa un massiccio utilizzo di grassi e proteine animali. Del resto esse costituivano spesso il pasto unico di chi lavorava per ore ed ore all'aria aperta, con un grosso dispendio di energie fisiche. La "Taverna de il Palio", in uno spirito di ricerca della nostra identità attraverso i sapori, ripropone così piatti e ricette appartenenti alla tradizione sommese-contadina. Non mancano pertanto verdure ed ortaggi di cui la campagna sommese ci ha fatto sempre ampio dono e che possono essere considerati sia come contorni che come primi o secondi piatti. Come la consuetudine popolare contadina vuole, sarà presente sui tavoli della Taverna la zuppa di fagioli, che rappresenta uno dei tipici piatti da sempre consumati dai contadini sul calar della sera dopo una giornata di lavoro e dopo aver messo "supponte" allo stomaco, fra mezzogiorno e l'una, con un vero e proprio… filone di pane imbottito di prosciutto o, più saporitamente e più economicamente, di "friarielli" avanzati dalla sera prima, o, in estate, di peperoni e melanzane. Inoltre, come quando si trattava imbandire la tavola in occasione di festività e ricorrenze la cucina tradizionale popolare non si risparmiava la famosissima ed allettante bruschetta "'a pummarulelle", così anche nel Palio la si potrà gustare ridando significato a queste cose semplici ma stuzzicanti. Non risparmieremo lo stufato di carne portato un tempo a tavola non così frequentemente come oggi, considerata la proverbiale e classica usanza del popolo che utilizzava la carne per i giorni di festa, carne ricavata per lo più dagli animali allevati nell'aia. Tutti questi sapori saranno resi ancora più appetitosi con l'abbinamento del tradizionale vino ricavato dalla nota e secolare uva "Catalanesca". Le tradizionali torte della nonna a base di noci e mele rievocheranno poi emozioni antiche. Non rimane che ripercorrere con noi un viaggio a ritroso per ritrovare antichi sapori e lontani odori della nostra cucina.

Lina, 32 anni - Tecnico della riabilitazione psichiatrica e psicosociale