MEMORIA E TRADIZIONE
Nell'attualità del presente l'uomo dimentica rapidamente il passato, ma sempre lo cerca, lo rievoca e lo rincorre perchè è nato per ricordare. Partecipe di un destino non solo eterno, ma universale, l'uomo vive nel suo tempo, ma non è solo del suo tempo. Il ricordo, le opere, i segni di una presenza unica e irripetibile, fanno parte di quel patrimonio comune che identifica l'umanità di tutti i secoli. Sono situazioni e sono stati d'animo da trapasso di epoche. Attimi di una storia che appartiene solo in minima parte a ciascuno, ma che è interamente di ogni uomo. Il senso del tempo ridimensiona le cose umane e della natura e riassorbe in sé la storia. Il presente è il teatro in cui il passato rappresenta i suoi spettacoli l'uno dopo l'altro, come tanti drammi, la cui allegria o tristezza, bellezza od orridezza richiamano alla mente, senza ambiguità, il luogo di nascita e i suoi dintorni, la casa e le prime aure della vita, le luci e le tenebre, gli esempi e le tracce indelebili. La memoria autentica è diversa dalla nostalgia del tempo perduto, la "malattia del ritorno" di chi vive con lo sguardo sempre rivolto al passato. La memoria autentica è il vero ricordo "che deriva da cor, per cui ricordare è un <<riportare al cuore>>, non è la casa del rimpianto, della pedante lamentazione, della sterile conservazione, bensì il terreno vivo in cui il seme deposto attecchisce e cresce per aprirsi verso il cielo del futuro. Non dev'essere pallida ed esangue commemorazione, ma il <<memoriale>> vivente che opera nell'oggi e lo rende ricco di fermento". Si riscopre la tradizione come un tradere, un "tramandare" verso nuovi orizzonti antiche memorie culturali, "quasi come un fiume in movimento verso terre diverse e non come uno stagno protetto ma immobile e morto". Occorre viaggiare nella memoria perchè guardare avanti nel vuoto è come restare immobili, non tener conto che anche il tempo interpella ed esige risposte. "La storia insegna che una cultura muore quando si sradica dall'interiorità che l'ha fatta nascere, una civiltà si estingue quando dimentica la sua origine o la rinnega". La memoria diventa allora segno e testimonianza di un tempo lontano rimasto culturalmente vivo, il richiamo alla coscienza delle esperienze e delle conoscenze del passato, un regalarsi emozioni. Celebrazione della continuità con l'oggi da essa generato, alimentato e spinto ad andare oltre, caricata delle domande presenti e orientata a schiudere il futuro, "la memoria, abitata dal presente e dimorante in esso con le sue sfide e i suoi tesori, è terreno di profezia, via di avvenire".


COSCIENZA STORICA ED IDENTITA' CULTURALE

La storia ci narra la presenza nel tempo di un uomo in cammino verso l'assoluto, alla ricerca di spazi infiniti dove le utopie si incontrano e la bellezza risplende... E' la storia di un viandante, di un pellegrino, di un viaggiatore in cerca della meta, lungo il suo andare, il suo crescere, il suo maturare. L'uomo riscopre il suo primo approdo: se stesso, la sua interiorità, la sua umanità. Ricostruisce la sua coscienza, ritrova la sua identità, modellata dal tempo e sfiorata da universi indefiniti di simboli e significati. Riscopre la sua creaturalità e si inoltra nel passato alla ricerca della conoscenza, della completezza. Riaffiorano da lontano antichi ricordi, di usanze, di credenze, di valori. Storie di tradizioni, di appartenenze, di radici, che legano l'uomo a una terra, a una cultura, a un popolo. Immerso nel suo mistero l'uomo continua la ricerca. Trovato se stesso, la sua "profondità", ora cerca l'altro, la sua "ampiezza", per slanciarsi oltre ogni confine ed essere con lui una cosa sola. L'uomo cerca l'uomo.