DIALOGO E COMUNICAZIONE

L'uomo cerca l'uomo. Per un bisogno fondamentale: confermarsi nel proprio essere individuale e sociale, per sentirsi ed essere riconosciuto "diverso", per diventare possibilità d'incontro, scambio e dono reciproco. C'è una tendenza innata verso l'apertura, la relazione, l'unità. Così l'uomo trasforma lo spazio e ne supera i vincoli, distribuisce e rivede vicinanze e lontananze da popoli e culture e crea legami che questa nuova disposizione propone. Conscio della propria identità culturale, di quelle differenze che, originatesi nel corso dei secoli, ne costituiscono l'originalità e la sua essenza più vera, l'uomo oltrepassa limiti e frontiere, annulla barriere e paure e si apre alla conoscenza di nuovi mondi, perchè solo culture capaci di memoria, di memoria di se stesse, possono efficacemente dialogare. Il dialogo diviene il passaggio obbligato del cammino da percorrere per l'autocompimento dell'uomo, della singola persona, come anche di ciascuna comunità umana. Un dialogo rivolto ai valori del passato e del presente, ma che guarda all'avvenire. Un dialogo come rispetto, collaborazione, capacità di comprensione, che colga l'altro come un'esperienza unica del suo genere, che sia accettazione, conferma dell'altro. L'io si apre al tu ed il tu si muove verso l'io per un'autentica, consapevole e piena relazione. L'uomo cerca l'uomo. Col dialogo l'uomo diventa comunione. Ogni altro diventa il suo tu con cui incontrarsi e in cui ritrovarsi. Nasce un rapporto nuovo, nasce l'inculturazione: la reciproca condivisione del proprio essere diversi e la ricerca, in ogni cultura, degli elementi unificanti e comuni, nella tensione a ritrovare l'universalità (unus versus alium) nell'importanza delle particolarità e nelle differenti concezioni storiche, culturali e religiose. Rafforzando il proprio io, rispettanto ciò che lo separa da ogni altro tu e conoscendo la ricchezza del noi, l'uomo sperimenta un'esperienza antropologica fondamentale, la comunicazione, e scopre una delle sue più belle dimensioni, quella che gli fa desiderare di conoscere, riavvicinarsi, interagire, comprendere, condividere. In un comunicare inteso come "essere in relazione", l'uomo diventa comunicazione universale: l'uomo - mondo. In un tempo "intersoggettivo", scandito dall'incontro e dal rapporto con l'altro, l'uomo si muove verso una cultura cosmopolita, desiderio di un mondo armonioso e compiuto, e vede la sua utopia realizzarsi e concretarsi in una vita "in cui i molti sono uno e, insieme e inseparabilmenete, l'uomo è molti". L'uomo per l'uomo.

 
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"Il Palio di Somma esprime l'impegno di forze, per lo più giovani, nell'aggregare e nel coinvolgere l'intera cittadina per riscoprire i valori universali della propria storia e operarne una sintesi per penetrare nell'identità della propria comunità di appartenenza. La sfida è di mettere in comunicazione il proprio essere con tutto ciò che rappresenta "altro": altro dalla propria cultura, dalle proprie tradizioni. Una comunicazione che possa diventare accoglienza. Il nostro lavoro, pertanto, è di dar voce a chi ha un messaggio da dare o un'esperienza da proporre. Un'apposita équipe redige i comunicati stampa, si occupa di manifesti, locandine e depliants, collabora alla richiesta di permessi e patrocini, realizza conferenze stampa con l'obiettivo di far conoscere la manifestazione attraverso i valori che la ispirano. La nostra esperienza ci ha portato a riscoprire il ruolo fondamentale di amplificazione e diffusione del positivo dei mass-media. Abbiamo riscoperto la comunicazione non solo come offerta di notizie ma soprattutto come condivisione di eventi, di progetti e di idee che entrano a far parte del patrimonio di ciascuno".

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