LA FESTA POPOLARE

La Festa rappresenta un atto di partecipazione comunitaria attraverso il quale si recupera una delle principali funzioni assegnate alla storia: restituire al piano del sapere, un mondo scomparso e di cui la società contemporanea si sente erede, talvolta infedele. L'avvenimento festivo diviene segno di una cultura che non si vuole perduta e l'eccezionale sospende il quotidiano, in un evento unico che si ripete in forme consuete o del tutto nuove, alla cui elaborazione ognuno partecipa nella diversità della propria posizione. Realtà mutevole, sfuggente e contraddittoria, attinge al contempo al ricordo e all'utopia, che delineano ciò che la Festa deve essere e ciò che essa non è: deve rappresentare l'unità della comunità urbana e forgiare un corpus di leggende capace di inscrivere e radicare il passato della città in una storia prestigiosa e antica. Luogo del mutamento e della tensione, la Festa popolare evidenzia la sua funzione simbolica mettendo in scena gli opposti: la notte e il giorno, l'estate e l'inverno, la morte e la vita, i cui significati si ricollegano ai temi della fertilità, della nascita, della crescita e della morte. Momento del trapasso, di ciò che finisce e di ciò che comincia, di quello che muore per far posto a quello che nasce, del continuare, rito del passaggio, fa sì che la natura e l'uomo possano insieme rinascere. La festa da' l'occasione di sentirsi e di formare un'unità nella quale il popolo riunito a stretto contatto fisico, percepisca chiaramente la continuità del suo crescere, moltiplicarsi, divenire. Creatrice e innovatrice, momento di espressione comune e di riappropriazione del proprio passato, la Festa popolare si fa portatrice di nuovi ideali. Con il suo linguaggio carico di simboli ricorre al coinvolgimento, all'interazione, fa appello alla sensazione e sempre parla alla persona, alla comunità, alla gente, pre trasferire una sacralità che raggiunga la mente ed il cuore degli uomini e rievochi, sempre, l'Origine, vocazione ultima di ogni uomo...